Pittura astratta 2
giovedì ore 18.30-21.00
di Nicoletta Furlan a cura di Barbara Fragogna. TRASCENDERE Sciogliere lo sguardo liquido sconfinando al
di Nicoletta Furlan a cura di Barbara Fragogna.
TRASCENDERE
Sciogliere lo sguardo liquido sconfinando al di là del limite, immaginare oltre l’orizzonte imposto un futuro irriducibile ai mezzi toni e alle mezze misure, travalicare una concezione del Sé che è apparente e contenuta nei perimetri epidermici, nei flussi ciclici di sangue e linfa, nei discorsi che uno fa.
La nuova serie di lavori di Nicoletta Furlan è dominata dalla presenza inequivocabile e incombente della linea orizzontale che definisce nettamente il confine steso tra sotto e sopra, tra una solida e pesante consistenza, la terra dura o la massa profonda di un mare e un etereo spazio sconfinato, un’atmosfera satura di vapori, un cielo crepuscolare.
Nella divisione dello spazio della tela, questa crosta terrestre (o marina, se si pensa alla predilezione dell’artista per l’ambiente acquatico) rimane sempre sottile, un po’ inferiore all’altezza dello sguardo di chi osserva, indice forse di un’insofferenza, un disinteresse per le cose contingenti del quotidiano, contro un desiderio di sollievo: fai un salto, stacca i piedi, dimenticati della gravità. Contrapporsi.
Nella divisione dello spazio della tela, la testa di chi guarda è nell’aria, libera di astrarre, di perdere la risoluzione figurativa del paesaggio per trovarsi sbalordita al cospetto di un sentimento proprio e profondo. Il cielo è una coltre di nubi poggiata su un fondo sabbioso, di fumi, di rifrazioni, di spessori grossi, grassi e velati, a occultare ciò che l’artista promette d’incontrare in quell’Oltre che non si sa cos’è, o che cosa sarà. Nascondere per lasciare che l’intuito si eserciti. Confliggere.
Nel movimento verticale dello sguardo, la spinta bidimensionale a salire affaccia prospetticamente per penetrare la finestra della tela, perdendosi. E’ un lavoro di sospensione dell’attimo, il passo che valica il bordo si congela in un tempo cristallizzato, non immobile ma rallentato. E’ un paradosso, un orizzonte degli eventi che attira verso la singolarità. Nella serie delle variazioni, ogni tela è simultaneamente il fotogramma di questo momento. Correnti ascensionali, strati cumuliformi, mutazioni atmosferiche di un meteo senza sole. Ma è giorno e il sole traspare accendendo le tinte pastello degli azzurri e lilla, scaldando i verdi di proiezioni tropicali, mescolando i toni del movimento e della stasi, minacciando tempesta, vagheggiando picchi montani e passeggiate solitarie, sussurrando nell’alba il tramonto, in silenzio.
Quello di Nicoletta Furlan è un gesto impressionista permeato d’espressione. Nello studio analitico della pittura, ineluttabilmente limitato a un’immagine, un punto di vista, una gamma tonale, un’ossessione, un interesse vivido, un tarlo, riverbera il mantra della meditazione di un precisissimo momento limitato nell’ora in cui l’artista sente e comunica minuziosamente (per chi abbia voglia di percepirlo) uno stato intimo generosamente e coraggiosamente esposto, quindi condiviso.
(B.F. 2024)
Spazio Biosfera
Padova
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giovedì ore 18.30-21.00
da definire
giovedì dalle 18.30 alle 21.00
venerdì dalle 17.30 alle 20.00
giovedì dalle 18.30 alle 21.00
Formazione Artistica:
Accademia di Belle Arti di Venezia.
Nell’insegnare, oltre all’acquisizione delle abilità tecniche necessarie, ritengo importante indicare come avvalersi della personale creatività per potersi esprimere al meglio.
Martedì 10.00-12.30
Lunedì 19.00-21.00
sabato dalle ore 15.00 alle ore 18.30
Giovedì 16.30-18.00
dal 1 ottobre 2026
Venerdì 19.00-20.30
Venerdì 9.30-12.00
Mercoledì 19.00-21.30
dal 23 settembre 2026
Martedì 19.30-21.30
Lunedì 16.30-18.30
Mercoledì 16.30-18.30

Andrea Coppadoro nasce a Padova il 5 Marzo del 1961.
Si diploma all’Istituto d’Arte Pietro Selvatico di Padova.
Si iscrive e frequenta la Facoltà di Architettura di Venezia I.U.A.V. ove si laurea nel 1988.
Parallelamente all’attività di Architetto ha continuato a coltivare la passione per la ricerca
artistica soprattutto nell’ambito della pittura, sperimentando le diverse tecniche pittoriche,
dall’acquerello, all’olio, all’acrilico, ecc.
Dal 2016 fa parte del direttivo dell’associazione Culturale Artemisia di Padova.
Tiene workshop per bambini e adulti.
Partecipa a mostre d’ arte collettive e personali e partecipa a concorsi di pittura.
Nel lavoro di Andrea Coppadoro tradurre la complessità della forma in un gesto pittorico è un fatto forse scontato, in realtà vuol dire cogliere il senso delle cose e saperle tradurre in immagini concrete. Si è di fronte a un lavoro complesso che discende dalla volontà di scarnificare la forma per ridurla all’essenza, nella sua semplice funzione espressiva acquisendo dal segno e dalla memoria la natura dello spirito analitico dell’oggetto. È in questo senso che le opere prendono il loro giusto posto, la loro giusta collocazione all’interno dell’esperienza pittorica fatta di spazio, colore e segni.
Non a caso nelle opere di Coppadoro c’è solo “qual cosa” di figurativo, tutto è ridotto al segno, alla realtà pittorica dell’astrattismo di Paul Klee (scomodando la storia dell’arte), alla sintassi tra forma e colore. Nell’opera pittorica di Andrea Coppadoro il disegno è definito da fratture e lacerazioni e può essere paragonato alla sintassi, la branca della linguistica utilizzata per analizzare gli svariati modi in cui le singole parole si legano a formare intere pittura che celebra la nota ma complessa vicenda del “senso compiuto, logico e coerente”, fatta di colore e materia dove i segni diventano gli elementi di congiunzione all’interno della
“frase pittorica”.

Giovanni Pinosio, nato a Mestre nel 1991, si è laureato in Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia nel 2017, sotto la guida del professor Giuseppe La Bruna. Durante i suoi studi, si è specializzato nel disegno anatomico e ha successivamente applicato questa conoscenza tridimensionalmente alla scultura, utilizzando il filo di ferro. Questo materiale, che combina forza e delicatezza, collega per l’artista il disegno e la scultura, dando forma a corpi e oggetti che interagiscono con lo spazio circostante. La sua tecnica con il filo di ferro evoca riflessione, attesa, silenzio, relazione, intreccio e soprattutto una musicalità nella linea lavorata in modo armonioso e continuo.
Le opere di Pinosio hanno ottenuto riconoscimenti da galleristi, curatori e critici d’arte, ed sono state esposte in mostre collettive e personali dal 2014. Ha vinto i premi Project Art Lab nel 2016 e Timeraiser Italia nel 2019 grazie al suo lavoro. Oltre alla sua ricerca artistica, Pinosio crea oggetti d’arredo su misura, come decorazioni, lampadari e soprammobili, per committenti privati e pubblici, spesso in collaborazione con il designer Andrea Vianello.
Dal 2016, organizza workshop e lezioni di scultura in filo di ferro per associazioni e spazi culturali nel suo territorio, con l’obiettivo di diffondere questa pratica artistica.
Attualmente, vive e lavora a Mira, in provincia di Venezia.
Sono nato a Katzhuette, in Germania. Ho iniziato i miei studi presso l’Accademia di Belle Arti e Design di Halle, Burg Giebichenstein, concentrandomi sull’Industrial Design. Successivamente mi sono dedicato alla Grafica e alla Pittura, completando il mio percorso accademico con un diploma. Nel corso della mia carriera artistica, ho ricevuto il Premio d’Arte Gifhorn nel 1991 e ho avuto l’opportunità di studiare pittura all’Accademia di Belle Arti di Venezia tra il 1991 e il 1993. Oltre a dedicarmi alla mia pratica artistica, ho anche insegnato presso diverse istituzioni, tra cui la Scuola Internazionale di Grafica di Venezia, le Scuole d’Arte a Berlino e Halle, la Thueringische Sommerakademie, le Scuole d’Arte a Monaco di Baviera e Potsdam. Ho avuto il privilegio di essere ospite e docente presso l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria nel 1998, l’Università di Osnabrueck dal 2007, il Centro Internazionale della Grafica di Venezia dal 2009 e l’Associazione Culturale Artemisia di Padova e l’Associazione Internazionale Incisori di Roma dal 2014. Nel 2006 ho fondato l’Associazione culturale Xearte a Padova. Nel 2015, ho avuto l’onore di essere ospite come docente presso l’Università di Kaposvar in Ungheria.
da definire

Vaccaro Franca è un’educatrice qualificata e arte terapeuta con 15 anni di esperienza presso un centro diurno per persone diversamente abili. Il suo obiettivo è incoraggiare la creatività e l’esplorazione attraverso laboratori occupazionali che coinvolgono l’uso dell’argilla, del mosaico, della pittura e del bricolage. Ha completato corsi di formazione in consulenza familiare e training autogeno di base. Ha successivamente conseguito una laurea triennale in arteterapia presso la Cittadella di Assisi e si è iscritta all’A.P.I.Ar.T., un’associazione professionale che emette attestati di qualità e competenze riconosciuti dal Ministero dello Sviluppo Economico. Vaccaro Franca organizza laboratori di arteterapia per persone con disabilità, minori, caregiver di persone con demenza, individui affetti da trauma cranico e anziani, progettando temi specifici in base alle richieste e alle necessità dei partecipanti singoli o di gruppo.
Domenica 9:30 – 11:30
Barbara Menoncello, architetto e amante di arte e meditazione, ha trovato nella calligrafia sperimentale e negli acquerelli un punto di fusione tra queste sue passioni.
Appassionata della dimensione del libro d’artista, fusione tra arte, scrittura, ed esperienza tattile come espressione di un’arte meno nota, ma estremamente ricca di comunicazione emotiva e visiva. Guida laboratori per l’autoproduzione di libri, gesto grafico e acquerelli che reinterpreta in chiave illustrativa-emozionale.